Fiscale

Perdite fiscali: dal 2028 più tempo per recuperarle Il periodo di compensazione passa da 7 a 10 anni. Cosa cambia per le imprese svizzere e perché è utile verificare già oggi le perdite ancora disponibili.

Dal 1° gennaio 2028 il periodo di compensazione delle perdite fiscali passerà da sette a dieci anni. La nuova disciplina si applicherà ai riporti di perdite a partire dal periodo fiscale 2020. Per le imprese interessate, diventa quindi utile verificare già oggi quali perdite fiscali siano ancora disponibili, quali siano state compensate e quale possa essere il loro utilizzo nei prossimi esercizi.

di Team Fidav 21 settembre 2026 8 min di lettura
Cover articolo: Perdite fiscali: dal 2028 più tempo per recuperarle Il periodo di compensazione passa da 7 a 10 anni. Cosa cambia per le imprese svizzere e perché è utile verificare già oggi le perdite ancora disponibili.

Dal 1° gennaio 2028 entrerà in vigore la nuova disciplina federale che estende da sette a dieci anni il periodo durante il quale le imprese possono compensare le perdite fiscali con gli utili imponibili; La nuova regola si applicherà ai riporti di perdite a partire dal periodo fiscale 2020. Per le imprese che hanno attraversato anni di difficoltà o che dispongono ancora di perdite fiscali non completamente compensate, la modifica può avere un impatto concreto sulla pianificazione fiscale dei prossimi esercizi.

Per un'impresa, una perdita fiscale rappresenta normalmente il risultato di un esercizio nel quale i costi fiscalmente riconosciuti superano i ricavi imponibili.

Una perdita non significa, però, necessariamente che il relativo valore fiscale sia perso.

Nell'ordinamento svizzero, infatti, le perdite possono essere riportate e compensate con gli utili imponibili degli esercizi successivi, secondo le condizioni previste dalla legislazione fiscale.

Fino ad oggi, il periodo ordinario di compensazione è fissato in sette anni.

Dal 1° gennaio 2028 questo periodo sarà esteso a dieci anni.

La domanda che interessa maggiormente l'imprenditore, quindi, è un'altra:

“La mia società ha ancora perdite fiscali da utilizzare e, se sì, fino a quando potrò compensarle?”

Cosa cambia nella compensazione delle perdite dal 2028

La modifica introdotta dalla nuova legge è, nella sua logica, semplice: le imprese avranno più tempo per utilizzare le perdite fiscali riportabili.

Attualmente, nell'ambito delle imposte dirette federali e cantonali, le perdite possono essere compensate con gli utili del periodo fiscale entro i sette esercizi successivi.

Dal 1° gennaio 2028, il termine sarà portato a dieci anni.

La modifica è stata approvata dal Parlamento e attuata attraverso la legge federale concernente l'estensione della compensazione delle perdite; il Consiglio federale ne ha fissato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2028.

L'obiettivo della riforma è consentire alle imprese di utilizzare più a lungo le perdite riportabili, in particolare considerando le difficoltà economiche affrontate da molte aziende negli anni della pandemia di COVID-19; Non si tratta quindi di una nuova deduzione fiscale; la modifica riguarda il tempo disponibile per utilizzare una perdita già fiscalmente riportabile.

Perché il riferimento al 2020 è importante

Uno degli aspetti più interessanti della nuova disciplina riguarda la sua applicazione temporale: il nuovo periodo di dieci anni si applicherà infatti ai riporti di perdite registrati a partire dal periodo fiscale 2020; questo significa che la modifica non riguarda soltanto le perdite che saranno generate dopo il 1° gennaio 2028.

Per alcune imprese, sarà quindi importante verificare già oggi la presenza di perdite fiscali ancora riportabili derivanti dagli esercizi precedenti.

Pensiamo, ad esempio, a una società che abbia registrato una perdita nel 2020 e che negli anni successivi abbia progressivamente recuperato la propria redditività.

Se la perdita non è stata ancora completamente compensata, la nuova disciplina può assumere particolare rilevanza nella valutazione del periodo residuo di utilizzo.

È proprio per questo che il passaggio da sette a dieci anni non dovrebbe essere letto soltanto come una modifica futura.

Per alcune imprese, riguarda perdite che sono già presenti nella propria storia fiscale.

Come funziona oggi il riporto delle perdite

Il principio generale è quello della compensazione delle perdite con gli utili imponibili degli esercizi successivi, entro il limite temporale previsto dalla legge.

In termini semplici:

perdita fiscale → riporto → successivi esercizi con utile → compensazione della perdita.

La perdita non viene quindi utilizzata necessariamente nell'esercizio immediatamente successivo ma può essere compensata progressivamente quando l'impresa torna a produrre un utile imponibile, sempre nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Questo meccanismo assume particolare importanza per le PMI che attraversano una fase temporanea di difficoltà e successivamente tornano a generare reddito.

Una società può infatti avere un esercizio negativo, seguito da uno o più esercizi ancora deboli, e raggiungere una redditività significativa soltanto diversi anni dopo.

È proprio in queste situazioni che un periodo di compensazione più lungo può diventare rilevante.

Un esempio pratico: da sette a dieci anni

Immaginiamo una PMI che registri una perdita fiscale di CHF 300'000 nel 2020.

Negli anni successivi la società torna progressivamente alla redditività, ma gli utili imponibili non sono sufficienti a compensare integralmente la perdita.

La possibilità di utilizzare la perdita negli esercizi successivi può quindi diventare un elemento importante della pianificazione fiscale.

Con la nuova disciplina, il periodo di compensazione viene esteso da sette a dieci anni per i riporti di perdite interessati dalla nuova normativa.

Il vantaggio non consiste nel ricevere un rimborso o un credito fiscale.

Consiste nella possibilità di non perdere, per decorrenza del termine, la possibilità di utilizzare una perdita ancora disponibile, quando questa può essere compensata con futuri utili imponibili; per questo motivo, una perdita fiscale dovrebbe essere considerata anche come un elemento da monitorare nel tempo e non soltanto come il risultato negativo di un singolo esercizio.

Quali imprese possono essere interessate?

La modifica riguarda le imprese soggette alle imposte dirette e alla disciplina del riporto delle perdite.

Per una PMI svizzera, quindi, il tema può riguardare situazioni molto diverse:

  • una società che ha attraversato una fase temporanea di difficoltà;
  • un'impresa che ha effettuato importanti investimenti prima di raggiungere la redditività attesa;
  • una società costituita o sviluppata negli anni precedenti che ha accumulato perdite;
  • un'impresa che ha subito gli effetti della pandemia e non ha ancora completamente utilizzato le perdite maturate;
  • una società che prevede una crescita significativa degli utili nei prossimi esercizi.

Non significa, naturalmente, che tutte le imprese dispongano di perdite ancora utilizzabili.

La prima verifica deve quindi riguardare la posizione fiscale concreta della società e le perdite ancora riportabili.

Perdita contabile e perdita fiscale non sono la stessa cosa

Un punto importante, soprattutto per gli imprenditori, è distinguere il risultato contabile dalla perdita fiscalmente riportabile: il fatto che una società abbia chiuso un esercizio con una perdita nel bilancio non significa automaticamente che l'intero importo possa essere riportato fiscalmente negli esercizi successivi; il risultato fiscale viene determinato secondo le regole previste dalla legislazione tributaria e può differire dal risultato contabile.

Per questo motivo, quando si valuta l'impatto della nuova disciplina, non è sufficiente guardare soltanto ai bilanci degli ultimi anni, è, infatti, necessario ricostruire la posizione fiscale della società e verificare quali perdite siano effettivamente ancora disponibili per la compensazione.

È un passaggio particolarmente importante quando sono trascorsi diversi esercizi dalla perdita originaria.

Cosa dovrebbe verificare oggi una PMI

L'entrata in vigore della nuova disciplina è prevista per il 2028, ma la verifica può essere fatta già oggi; per un'impresa che ha registrato perdite negli ultimi anni, può essere utile verificare almeno:

1. Quali perdite fiscali sono state registrate

Ricostruire gli esercizi nei quali la società ha prodotto una perdita fiscalmente rilevante.

2. Quali perdite sono già state utilizzate

Verificare quanta parte delle perdite è stata compensata con gli utili degli esercizi successivi.

3. Quali perdite risultano ancora disponibili

Individuare l'eventuale saldo delle perdite riportabili e il relativo periodo di utilizzo.

4. Quali sono le prospettive di redditività

Mettere in relazione le perdite ancora disponibili con gli utili imponibili che la società prevede di generare negli esercizi futuri.

5. Quale disciplina temporale si applica

Verificare il periodo fiscale di origine della perdita e le regole applicabili al relativo riporto.

Questo tipo di analisi permette di trasformare una modifica normativa apparentemente tecnica in un'informazione utile per la pianificazione dell'impresa.

La nuova regola non significa “dieci anni per qualsiasi perdita”

È importante evitare una semplificazione: dire che dal 2028 la compensazione passa a dieci anni non significa che qualsiasi perdita registrata da un'impresa possa automaticamente essere utilizzata per dieci anni senza ulteriori verifiche, la nuova disciplina si applica ai riporti di perdite a partire dal periodo fiscale 2020 e deve essere letta insieme alle condizioni previste dalla legislazione fiscale applicabile; inoltre, la modifica riguarda principalmente la durata del periodo di compensazione e non elimina gli altri requisiti che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite.

Per questo motivo, la situazione deve essere valutata sulla base della posizione fiscale effettiva della singola impresa.

Non cambia solo il termine: cambia anche l'importanza della pianificazione

A prima vista, tre anni in più possono sembrare soltanto un dettaglio tecnico ma, per un'impresa che torna rapidamente all'utile, potrebbero non fare una differenza significativa.

Per una società che, invece, attraversa un periodo prolungato di difficoltà e recupera la propria redditività soltanto gradualmente, la differenza può essere molto più concreta.

La nuova disciplina introduce pertanto un elemento di maggiore flessibilità temporale e questo rende ancora più importante collegare la fiscalità alla pianificazione economica dell'impresa.

La domanda non dovrebbe essere soltanto: “Quanto ho guadagnato quest'anno?”

Ma anche: “Quale sarà la mia posizione fiscale nei prossimi anni e quali perdite ancora disponibili potrò utilizzare?”

Per una PMI, questa visione può aiutare a leggere il risultato fiscale non come una fotografia annuale, ma come parte di un percorso pluriennale.

Una maggiore flessibilità per le imprese che hanno attraversato anni difficili

La scelta di estendere il periodo di compensazione è legata anche al contesto economico degli ultimi anni, la modifica attua infatti la mozione parlamentare 21.3001, il cui obiettivo era sostenere le imprese alla luce delle difficoltà economiche provocate dalla pandemia di COVID-19; il riferimento al periodo fiscale 2020 assume quindi un significato particolare.

Molte imprese hanno registrato perdite o riduzioni significative della redditività proprio durante quella fase e, in alcuni casi, il ritorno a una situazione economica stabile ha richiesto più tempo.

La nuova disciplina riconosce, sul piano fiscale, una finestra temporale più ampia per il recupero di queste perdite.

Anche le perdite di stabilimenti d'impresa esteri cambiano

La legge introduce inoltre una modifica specifica relativa alle perdite di stabilimenti d'impresa situati all'estero.

Ai fini dell'imposta federale diretta, le imprese svizzere possono dedurre dagli utili imponibili le perdite subite dai propri stabilimenti d'impresa esteri quando tali perdite non siano già state fiscalmente considerate all'estero.

La deduzione ha carattere provvisorio ed è soggetta alla condizione che lo stabilimento estero non realizzi, nei dieci anni successivi, utili che possano essere compensati all'estero con la perdita precedente, in caso contrario, la Svizzera può revocare la deduzione concessa; per questo ambito i Cantoni mantengono, come finora, un margine per emanare proprie disposizioni.

Si tratta di una disciplina più tecnica, che interessa soprattutto imprese con attività e strutture internazionali; per una PMI puramente svizzera, il punto centrale della riforma rimane invece l'estensione da sette a dieci anni del periodo di compensazione delle perdite.

Il ruolo della fiduciaria: conoscere oggi ciò che potrà essere utile domani

Quando si parla di perdite fiscali, la domanda dell'imprenditore è spesso molto concreta:

“Ho ancora perdite da utilizzare?” e La risposta non si trova necessariamente nell'ultimo bilancio. Occorre ricostruire la situazione fiscale degli esercizi precedenti, verificare le perdite già compensate, individuare quelle ancora disponibili e considerare il periodo entro il quale potranno essere utilizzate.

È qui che il ruolo della fiduciaria può diventare particolarmente utile.

Non soltanto nella preparazione della dichiarazione fiscale, ma nella lettura della posizione fiscale dell'impresa in una prospettiva pluriennale; conoscere l'ammontare delle perdite ancora riportabili può infatti essere rilevante anche quando l'impresa sta tornando alla redditività, sta programmando investimenti o sta valutando operazioni societarie.

La nuova disciplina rende questa analisi ancora più interessante, perché amplia la finestra temporale entro la quale le perdite possono essere utilizzate.

Dal 2028 più tempo, ma la verifica può iniziare oggi

La nuova durata si applicherà ai riporti di perdite a partire dal periodo fiscale 2020.

Per le imprese che hanno ancora perdite fiscali disponibili, la modifica può rappresentare una maggiore flessibilità nella gestione della propria posizione fiscale; il vero punto non è aspettare il 2028, è sapere già oggi:

  • quali perdite fiscali sono ancora disponibili;
  • quali sono state utilizzate negli anni successivi;
  • quali termini si applicano;
  • quale potrebbe essere la loro effettiva utilità alla luce degli utili futuri.

Perché una perdita fiscale non è soltanto il risultato di un esercizio difficile e quando la stessa può essere utilizzata negli anni successivi, diventa anche un elemento da conoscere, monitorare e integrare nella pianificazione fiscale dell'impresa.

Approfondire la propria situazione

L'estensione del periodo di compensazione rappresenta una novità importante per le imprese che dispongono ancora di perdite fiscali riportabili.

Fidav può affiancare l'imprenditore nella ricostruzione della propria posizione fiscale, nella verifica delle perdite ancora disponibili e nell'analisi del loro possibile utilizzo in relazione ai risultati attesi nei prossimi esercizi.

Per maggiori informazioni o per valutare la situazione della propria impresa, è possibile contattarci all'indirizzo info@fidav.ch.

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