La revisione annuale dei tassi di interesse per i crediti COVID‑19 in Svizzera da parte del Consiglio federale è uno degli appuntamenti più importanti per le imprese che ancora detengono questi prestiti. Come previsto dalla legge e dalle norme in vigore, tali tassi vengono rivisti ogni anno al 31 marzo e, se necessario, allineati all’andamento dei mercati finanziari e alle condizioni monetarie attuali.
Quando il programma di crediti COVID‑19 è stato attivato nel marzo 2020, l’obiettivo era fornire liquidità immediata alle imprese colpite dalla pandemia. In quella fase, i tassi d’interesse erano fissati a 0% per crediti fino a CHF 500’000 e 0.5% per importi superiori, con garanzia statale. Nel corso degli anni successivi, l’evoluzione dei tassi di riferimento della Banca nazionale svizzera (BNS) ha influenzato le scelte del Consiglio federale. Per esempio, a marzo 2023 sono stati aumentati i tassi d’interesse dei crediti COVID‑19 fino all’1.5% per i prestiti fino a CHF 500’000 e 2% per quelli superiori, in seguito all’aumento dei tassi di mercato.
Nel 2024 non è stato effettuato alcun adeguamento, mentre alla fine di marzo 2025 i tassi sono stati ridotti a 0.25% e 0.75% rispettivamente, in linea con i tagli dei tassi della BNS negli anni precedenti.
Secondo le informazioni ufficiali pubblicate dalla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), il Consiglio federale potrebbe nuovamente adeguare i tassi di interesse per i crediti COVID‑19 alla fine di marzo 2026. L’attuale tendenza alla riduzione dei tassi di riferimento della BNS lascia intendere che un ulteriore ribasso dei tassi di interesse sui crediti COVID‑19 sia possibile.
La decisione finale sarà presa tenendo conto di diversi fattori, tra cui i livelli dei tassi di mercato, la competitività, l’ammortamento dei prestiti e la sostenibilità finanziaria complessiva.
Per le imprese che hanno beneficiato dei crediti COVID‑19, un possibile ulteriore ribasso dei tassi rappresenterebbe una riduzione del costo complessivo del finanziamento, con benefici diretti in termini di cash flow e sostenibilità finanziaria. Tuttavia, fino alla decisione ufficiale del 31 marzo 2026, rimane fondamentale seguire da vicino gli sviluppi della politica monetaria svizzera e l’andamento del tasso di riferimento BNS.