Le PMI svizzere stanno affrontando una sfida profonda e duratura: la carenza di personale qualificato. Secondo lo studio AXA–Sotomo, non si tratta più di un problema temporaneo, ma di un fenomeno strutturale che interessa tutto il sistema economico svizzero. Il contesto è aggravato dalla crisi demografica, dal crescente potere contrattuale dei lavoratori e dall’aumento delle assenze, spesso legate a cause psicologiche. Secondo Save, oltre il 64 % delle PMI segnala un incremento delle assenze per motivi di salute mentale.
Per contrastare questa tendenza, il governo e la SECO (Segreteria di Stato dell’economia) propongono una serie di misure concrete. Il portale ufficiale SECO evidenzia che entro il 2035 la Svizzera avrà bisogno di oltre 460’000 lavoratori qualificati. Tra le soluzioni proposte: formazione continua, flessibilità contrattuale e soprattutto una maggiore valorizzazione dei lavoratori over 55, risorsa spesso sottoutilizzata ma ricca di competenze.
Cosa possono fare oggi le PMI?
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Formazione continua: Investire in upskilling e reskilling dei dipendenti, soprattutto in ambito digitale e tecnico
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Flessibilità e part-time: Adottare nuovi modelli di lavoro per attrarre e trattenere talenti di tutte le età
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Valorizzare i senior: Coinvolgere attivamente i collaboratori più esperti anche oltre l’età pensionabile
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Benessere psicofisico: Promuovere ambienti di lavoro sani, con attenzione a stress, burnout e supporto psicologico
Le PMI svizzere sono chiamate ad agire su due fronti: rispondere con prontezza all’attuale carenza di manodopera e costruire una strategia di lungo termine. Investire in formazione, flessibilità e benessere significa non solo affrontare l’emergenza, ma anche prepararsi a un futuro del lavoro più inclusivo e sostenibile.