Il 2025 si è rivelato un anno impegnativo per i mercati finanziari, ma le casse pensioni svizzere confermano una resilienza notevole: da inizio anno fino ad agosto il rendimento medio si attesta a +3,0 %, nonostante volatilità, inflazione e tensioni valutarie.
Le strategie che fanno la differenza
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Diversificazione degli investimenti: i portafogli delle casse pensioni mantengono esposizioni miste (azioni, obbligazioni, altri asset) per ridurre il rischio concentrato.
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Copertura valutaria: circa l’84 % degli istituti ha adottato strategie di copertura contro i rischi di cambio, particolarmente importanti vista la debolezza del dollaro.
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Allocazione dinamica: la quota azionaria è salita a livelli record, mentre quella obbligazionaria è scesa ai minimi storici. Questo mix è fondamentale per bilanciare rendimento e rischio in un contesto incerto.
Confronto con il 2024
L’anno precedente (2024) le casse pensioni avevano registrato un rendimento medio di +7,5 %, con un tasso d’interesse riconosciuto agli assicurati pari a 3,9 %. Sebbene il 2025 non raggiunga quegli alti livelli, il +3,0 % è un risultato solido dato lo scenario globale difficile.
Quali rischi restano
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Volatilità degli equity che può generare forti oscillazioni nel breve termine.
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Rendimenti obbligazionari ridotti, che compressano il contributo delle obbligazioni al portafoglio.
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Possibili movimenti di cambio imprevisti: anche con copertura, la tempistica è cruciale.
Importanza per il sistema previdenziale svizzero
La previdenza professionale (secondo pilastro, LPP) è una colonna portante del sistema pensionistico svizzero. Chi lavora in Svizzera, grazie alla combinazione del primo pilastro (AVS/AI) e del secondo pilastro, ha la possibilità di mantenere un tenore di vita accettabile dopo il pensionamento. Ch.ch+1